Da dove partiamo e dove vogliamo arrivare: il problema che vediamo e il futuro che costruiamo.
Da qui parte il lavoro di Fucina Nexus Foundation, fondazione non profit con sede a Roma.
La selezione avviene su segnali che precedono il lavoro: il curriculum, la rete di conoscenze, la presentazione. Chi non li ha non arriva alla valutazione.
Chi ha un'idea incontra tre ostacoli, nell'ordine: il capitale iniziale, gli adempimenti costitutivi, l'accesso a chi decide. Nessuno dei tre dipende dalla qualità dell'idea.
Stabilire chi meriti fiducia richiede intermediari, e ciascuno ha un prezzo. I processi di finanziamento sono lenti e non documentati: chi viene escluso non sa in base a che cosa.
Gli enti senza scopo di lucro e le imprese sociali scelgono fra il mandato e il bilancio. La scelta non nasce dalle persone: nasce da come sono fatti gli strumenti a loro disposizione.
Fra l'idea e la società costituita passano, nella prassi corrente, mesi di lavoro e un capitale che il fondatore deve già avere.
La Fondazione non accelera singole imprese: costruisce l'infrastruttura che più imprese condividono — identità, verifica, allocazione delle risorse — e la rende disponibile a chiunque, gratuitamente.
La verifica di una credenziale non richiede di esporla: la prova a conoscenza zero attesta il fatto senza rivelare il dato.
Il capitale segue un dossier con punteggi ispezionabili invece di una presentazione. Chi valuta vede il lavoro, non il curriculum.
L'infrastruttura prodotta da ogni impresa torna in comune, e la successiva non deve riscriverla.
Venture che creano valore economico e sociale simultaneamente.
Artisti con sovranità sulle proprie opere e nuovi modelli economici.
Strumenti digitali al servizio dell'umanità, non del profitto.
Mission-driven senza compromettere la stabilità finanziaria.
Questa lettura del presente è il motivo per cui la Fondazione chiede erogazioni invece di vendere un prodotto: che cosa finanzia un’erogazione.